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Ott

Etichettatura di origine per le carni suine, avicole e ovicaprine: nuove regole a partire dal 1º aprile 2015

Etichettatura di origine per le carni suine, avicole e ovicaprine: nuove regole a partire dal 1º aprile 2015

Si fa seguito alle circolari Assocarni Sanitaria-veterinaria n. 187 del 27/11/2013 e Agroindustria n. 59 del 04/12/2013 per rendere noto che il Comitato permanente per la Catena alimentare e la Sanità animale ha finalmente approvato la proposta di regolamento relativa all’etichettatura di origine delle carni fresche (refrigerate e congelate) delle specie suina, avicola e ovicaprina in applicazione di quanto disposto dall’articolo 26 del Reg. (UE) 1169/2011 relativo alle informazioni al consumatore sui prodotti alimentari. Le nuove regole prevedono quindi l’indicazione su tutto il territorio comunitario delle voci “origine”, “allevato” e “macellato”, che si tradurrà in un sistema di etichettatura e rintracciabilità obbligatorio, in grado di stabilire un nesso tra la carne e il luogo di provenienza dell’animale dal quale è stata ottenuta, incluse distinzioni specifiche tra prodotti comunitari e prodotti extra-UE.

Come anticipato nelle circolari sopra citate, è stata confermata la possibilità di indicare nell’etichetta delle carni di animali nati, allevati e macellati in uno stesso Paese la sola indicazione “origine” seguita dal nome dello Stato Membro o del Paese terzo in questione. Negli altri casi dovranno invece essere obbligatoriamente indicati distintamente sia il luogo di allevamento che quello di macellazione, con la specifica del relativo Paese europeo o extra-UE a seconda dei casi.
Rispetto alle indicazioni precedentemente annunciate, viene segnalata un’ulteriore modifica per quanto riguarda il Paese di allevamento per le carni suine e ovicaprine, nonché per le deroghe in materia di carni macinate e trimmings (si veda box).
La proposta entrerà in applicazione a partire dal 1º aprile 2015, ma non riguarderà le carni immesse in commercio prima di tale data, le quali potranno circolare liberamente fino ad esaurimento scorte. È inoltre prevista quanto prima la pubblicazione di specifiche Linee guida comunitarie a supporto degli operatori nell’applicazione delle nuove disposizioni. A seguire, i concetti principali contemplati dal nuovo regolamento.

Etichettatura di origine delle carni fresche (congelate e refrigerate) delle specie suina, ovicaprina e avicola
In applicazione di quanto previsto dall’articolo 26 del Reg. (UE) 1169/2011 relativo alle informazioni sui prodotti alimentari, l’etichetta delle carni fresche (congelate e refrigerate) delle specie suina, avicola e ovicaprina dovrà recare le seguenti informazioni obbligatorie:

1) Allevato in

Suini
Nel caso di animali macellati ad un’età superiore ai 6 mesi, l’ultimo Stato Membro o Paese terzo nel quale l’animale è stato allevato per almeno 4 mesi;
nel caso di animali macellati ad un’età inferiore ai 6 mesi e con un peso vivo uguale o maggiore agli 80 kg, il Paese Membro o lo Stato terzo di allevamento nel quale l’animale è stato allevato a partire dai 30 kg;
nel caso di animali macellati ad un’età inferiore ai 6 mesi e con un peso vivo inferiore agli 80 kg, il luogo di allevamento sarà rappresentato dal Paese Membro o dallo Stato Terzo nel quale ha avuto luogo l’intero ciclo di allevamento.

Ovicaprini
L’ultimo Paese Membro o Stato terzo nel quale l’animale è stato allevato per almeno 6 mesi. Nel caso l’animale sia stato macellato entro i 6 mesi di vita, il Paese Membro o lo Stato terzo nel quale è stato svolto l’intero ciclo di allevamento.

Pollame
L’ultimo Paese Membro o Stato Terzo nel quale l’animale è stato allevato almeno un mese prima della macellazione. Nel caso di animali macellati prima del mese di età, il Paese Membro o lo Stato terzo nel quale l’animale è stato interamente allevato.

Specifiche
Quando nessuno dei precedenti criteri relativi alla durata di allevamento viene soddisfatto, l’etichetta dovrà recare: “Allevato in: diversi Paesi Membri della UE” oppure “Allevato in: diversi Stati non-UE”, oppure ancora “Allevato in: diversi Stati UE e Stati non-UE”.
Qualora l’operatore del settore alimentare fosse in grado di fornire traccia dei singoli Stati di allevamento degli animali, può sostituire l’indicazione precedente con l’elenco dei nomi dei singoli Paesi.
Origine: nel caso di animali nati, allevati e macellati in un unico Paese Membro o Stato Terzo, le informazioni “Allevato in e macellato in” possono essere sostituite dalla sola voce “Origine” seguita dal nome dello Stato Membro o Paese terzo in questione.
Quando a diversi tagli di carne, della stessa specie o di specie differenti, presentati per la vendita al consumatore finale o alla collettività nella stessa confezione, corrispondono informazioni in etichetta diverse (diversi Stati di allevamento e/o macellazione), l’etichetta dovrà recare:
la lista dei Paesi Membri di allevamento e macellazione per ciascuna specie;
il lotto che identifica la carne destinata al consumatore finale o alla collettività.

2) Macellato in
In seguito dal nome del Paese Membro o dello Stato terzo nel quale è avvenuta la macellazione.

Specifiche
Nel caso in cui per le carni importate da Paesi Terzi non si abbia a disposizione nessuna delle informazioni obbligatorie (allevato e macellato), l’etichetta dovrà recare: “Allevato in: non-UE” e “Macellato in: nome del Paese terzo di macellazione”.

3) Codice di lotto
Che identifichi la carne venduta al consumatore o fornita alla collettività. Tale codice deve consentire in ogni fase della filiera di risalire al singolo animale o al gruppo di animali dal quale le carni sono state ottenute. Nel caso di un gruppo di animali, tale lotto (di macellazione, di sezionamento o di produzione di carne macinata) non può comunque superare la produzione di un giorno.

Informazioni facoltative
Le informazioni obbligatorie fin qui elencate possono essere integrate da altre indicazioni al fine di dettagliare ulteriormente la natura geografica delle carni. Queste informazioni facoltative non possono tuttavia entrare in contrasto con quanto dichiarato da quelle obbligatorie e devono rispettare quanto previsto dal Capo V relativo alle informazioni volontarie sugli alimenti del Reg. (UE) 1169/2011.

 

 

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